Marco Pesatori

Marco Pesatori è nato a Milano il 7 luglio 1952, alle ore 2.45.

Si laurea in Lettere presso l’Istituto di Storia della Critica D’Arte dell’Università statale di Milano negli anni Settanta, con una tesi sul Dadaismo. Già giovanissimo, dalla metà degli anni sessanta, si occupa di poesia, e nel 1967, non ancora quindicenne, porta alcuni suoi scritti a Fernanda Pivano che lo incoraggia e lo invita più volte nella sua casa milanese in Via Manzoni.

Nei primi anni Settanta entra in contatto con alcuni esponenti del Gruppo Fluxus e risulta tra i pochissimi collaboratori dei leggendari primi tre numeri della rivista Alphabeta che precedono l’edizione poi uscita in edicola.

Sempre negli anni Settanta inizia la collaborazione e una grande amicizia con Gianni Sassi, con cui in seguito collaborerà entrando nello staff della Cooperativa Intrapresa di cui è stato fino al 1983 responsabile alle relazioni pubbliche. In quegli anni la Cooperativa Intrapresa diretta da Gianni Sassi produsse oltre ad Alphabeta anche riviste storiche come La Gola, Se Scienza e Esperienza, Il Cavallo di Troia, oltre alla produzione musicale dell’etichetta Cramps (Area, Eugenio Finardi, Hidalgo e Marchetti, Steve Lacy, John Cage e molti altri ancora) e l’organizzazione di eventi indimenticabili come Milano Poesia o concerti incredibili come la 24 Ore Satie.

Contatti

Quell’ambiente si rivelò straordinariamente formativo e ricco di conoscenze eccezionali. Conobbe poeti americani come Allen Ginsberg, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti o musicisti come lo stesso John Cage.

Fino al 1977 i suoi interessi sono soprattutto poetici e artistici anche con quattro mostre di suoi “non-lavori” tra Milano e Urbino, in cui davanti a grandi pannelli bianchi erano disposti pennelli, matite, pennarelli, tempere, colori a olio, ecoline e lo spettatore-fruitore dell’opera d’arte, l’opera d’arte avrebbe dovuto farsela da sé. I risultati di quelle spericolate operazioni, artistiche ma anche poetiche, presentano tutt’oggi una certa attualità.

Nel 1977 una grande svolta. Distrugge tutta la sua produzione poetica precedente e inizia a studiare presso il Monastero Zen Soto diretto dal venerabile Maestro Riusuy Zensen, impegno durato fino al 1983. Nei primi anni ottanta inizia anche i suoi studi psicoanalitici, sottoponendosi a sua volta a un’analisi junghiana.

L’astrologia era sempre stata, negli anni precedenti, una via di mezzo tra il gioco e una passione più profonda, e nel 1985, pubblica all’improvviso un curioso libro di alchimia astrologica applicata al gioco del calcio dal titolo “Sotto il segno del pallone” edito dalla Fabbri-Sonzogno. Il libro ebbe successo e incuriosì parecchio sia l’ambiente del calcio che quello astrologico, data l’assoluta originalità del suo impianto. Lisa Morpurgo, senz’altro la studiosa più seria che l’Italia poteva vantare, scrisse una recensione entusiasta del libro e contattò personalmente l’autore con cui nacque una splendida amicizia durata più di dieci anni. In seguito a quel libro nacquero tutta una serie di collaborazioni, ad esempio con il Guerin Sportivo diretto da Italo Cucci o con Astra, che allora era ancora una rivista con un minimo di dignità. Iniziarono anche tutta una serie di inviti televisivi e di conferenze in cui si tentava comunque di proporre un’immagine dell’astrologia completamente differente da quella corrente. Alla fine degli anni ottanta hanno inizio le prime lezioni e le prime riunioni del work-shop “Minima Astrologica”, in cui l’astrologia proposta non era solo impeccabile conoscenza tecnica, ma si poneva anche in diretta relazione con il sapere psicanalitico (non solo junghiano, ma anche freudiano, lacaniano, reichiano) e con prospettive di pensiero meno condizionate dal razionalismo pragmatico e tecnologico occidentale. Dell’esperienza Minima Astrologica (il cui titolo richiama i notissimi Minima Moralia adorniani) sono usciti nove volumetti. Fin dalla fine degli anni ottanta e per tutti gli anni novanta, Marco Pesatori è il primo a mettere in evidenza la straordinaria importanza di Plutone e dei pianeti lenti, visti fino ad allora come vaghi e misteriosamente incerti dalla superficiale astrologia di quei tempi. E proprio a partire dalla fine degli anni ottanta che Plutone viene indagato come “desiderio del corpo”, Nettuno come “ideale dell’Io, forma” e ambito del “mentale”, con Urano a chiudere la triade come sintesi dialettica della fittizia contrapposizione tra corpo e mente.

Nel 1999 pubblica “Astrologia del Novecento” (FK ed.) primo libro che in Italia si occupa di astrologia storica e generazionale. Ancora oggi (fine 2013) il libro rimane unico nel panorama europeo e probabilmente mondiale. Nel corso degli anni novanta, insieme a svariate collaborazioni con riviste e anche quotidiani, programmi televisivi e radiofonici, partecipazioni a congressi e conferenze in Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, India, ha uno straordinario successo la sua rubrica di Posta sulla rivista Sirio, dove ogni mese rispondeva a decine e decine di domande poste dai lettori.

Dal 1989 cura la rubrica astrologica di Vogue Italia.

Dal 2003 cura la rubrica su D Repubblica delle donne, con un oroscopo “filosofico-magico-dadaista” molto amato e famoso.

Cura la rubrica astrologica su Marie Claire Korea.

Tra le collaborazioni internazionali anche quella con Vogue Japan.

Dal 2009 ha collaborato regolarmente con Rai Radio 2 con le sue folli e poetiche “minime astrologiche” e soprattutto con il programma da lui ideato e scritto “Astrologica”, dove per la prima volta al mondo finalmente si presentava un’astrologia spettacolare e simpatica, ma anche colta e in linea con la profondità dei suoi contenuti tecnici. Decine e decine gli ospiti prestigiosi che ad ogni puntata aveva il programma ed eccellente anche la risposta del pubblico.

L’esperienza di “Astrologica” si è esaurita nel 2013, ma dall’estate del 2014 Pesatori è tornato a collaborare con regolarità con Rai Radio 1.

Ha pubblicato una ventina di libri per i quali rimandiamo alla sezione Pubblicazioni.